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I colori della Blonde

Design Stories dialoga conn l’architetto Massimiliano Mornati che, insieme a Karboxx, ha concepito la lampada a sospensione Blonde, un estruso in alluminio valorizzato dalla lunghezza disponibile fino a 5m e da finiture extra-ordinarie come ottone bronzato e cemento. Le definizioni e il racconto sono precisi e definiti, come le linee dei pezzi e prodotti creati. Massimiliano vive i suoi progetti attraverso sensazioni e inclinazioni, poi inizia un fine labor limae, un processo di pulizia per sottrazione, per togliere il superfluo, per ridurre al minimo l’impatto del materiale.

Blonde sembra semplicemente un pezzo funzionale, ma nasconde in sé l’impostazione della vita stessa dell’architetto. È stata disegnata con una forma trapezoidale archetipica del tetto, sotto il quale scorrono parole e incontri, scambi di idee tra persone in uno spazio confortevole, in un ambiente domestico, al tramonto, con il camino acceso e la musica di Bob Dylan su un vinile graffiato. Blonde viene accarezzata da finiture materiche che arricchiscono e danno vita, delineando una profondità dell’oggetto stesso, un movimento che è sia moderno e industriale per i colori cemento e corten, sia decorativo per l’ottone bronzato e il cromo lucido.

Diventa un elemento di arredo personalizzabile dal fruitore e in grado di integrarsi allo spazio in maniera intrinseca e peculiare. Blonde nasce come forma e come colore evocato, non come lampada.

È un progetto di linee e materiali, due caratteristiche sulle quali il designer italiano basa il suo lavoro e la sua ricerca progettuale. Massimiliano segna ogni angolo e ogni spessore, studia ogni particolare, tratteggia le sensazioni di luce. È il suo legame viscerale con il disegno, nel dettaglio e nella progettazione insiti in lui, presente ancora prima che gli studi gli insegnassero la teoria e la storia della composizione. “Seguo progetti che spaziano dall’architettura all’allestimento, dagli ambienti ai prodotti. Disegnare una lampada è più complesso e più intuitivo, è una sfida appassionante perché non c’è un repertorio, bisogna subito confrontarsi con l’aspetto tecnico”.

Massimiliano unisce in maniera equilibrata sintesi economica e umanistica, un flusso che va oltre al limite del gesto grafico. La lampada vuole destinare ai rapporti frequenti tra persone, che diventano legami quotidiani e veri, non solo morbidezza con la sua luce, ma anche discrezione con le sue forme. Si sente da come parla delle sue esperienze e dei suoi viaggi per aprire gli occhi alle culture dl mondo: Massimiliano è alla ricerca della diversità, di altro rispetto alla tradizione mediterranea, tuttavia è lì che torna sempre, al focolare, innamorato del suo essere italiano. È un designer all’apparenza insidioso e ruvido che si scopre essere come una montagna da scalare, con un percorso intriso di natura che porta a una vetta isolata con un panorama di infinita quiete domestica.