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Dune Domestiche

David Dolcini aveva notato Karboxx, più di dieci anni fa, durante una fiera durante la quale era rimasto affascinato da Boxx, una lampada presentata dall’azienda italiana, perché fuori dagli schemi, perché distante da stereotipi, nel suo corpo di alluminio e plastica.

Negli anni, la ricerca di umanità nei progetti da lui seguiti, ha portato David a conoscere il volto di Karboxx, a condividere la visione e la sensibilità per il design. Questo è stato l’inizio della creazione di Mirage, un oggetto capace di sprigionare un forte dinamismo, un movimento non calcolabile, non sistematico. La lampada ha un profilo morbido che viene esaltato dalle due finiture, interna ed esterna, del paralume in alluminio. Sono dune di sabbia che cambiano, così come muta la percezione della lampada e della luce stessa a seconda di dove ci si sposti nello spazio, a seconda della profondità che le si concede.

Mirage va infatti vissuta con più elementi, da sola si rallenterebbe la sua spinta decorativa e si spegnerebbe il significato della sua creazione. È un oggetto dalle linee semplici, con curve femminili e sinuose, con colori delicati e brillanti che creano un’atmosfera intima, uno spazio personale.

Fu una mostra in bilico tra arte e design alla triennale di Milano alla fine degli anni ‘90 ad avvicinarlo a quel mondo che ora è la sua professione. La sua curiosità lo ha spinto in un viaggio continuo nella creazione di ponti con culture altre. Porta con sé i profumi di Cina, Brasile e Africa.

Poi a Valencia si è fermato, ha trovato il suo punto di quiete in cui rallentare il ritmo, ha ritrovato la sensazione di casa in un quartiere storico, in un edificio con ambienti ampi e luce naturale che filtra dalle finestre.

David è un designer sicuro e istintivo, cerca stimoli costanti perché è lì che nascono i suoi progetti. La scintilla innesca un percorso di incontri, lezioni e scambi di idee che costruiscono e costituiscono il risultato. L’ascolto, l’empatia portano a un cenno fisico che diventa sintesi e, infine, lampada. Lui cammina e muove le mani per prendere misure nell’aria, nella sua forte interiorità in cui metabolizza i progetti per poi realizzarli. La sua passione per l’artigianato racconta di mani ruvide del bisnonno, poi del nonno e del padre che hanno tramandato il senso del tatto a lui, che si sporca di colla per modellare i suoi prototipi.